Twitter migliorerà la geolocalizzazione dei tweet. Quali le differenze?
di Riccardo Campaci
Tramite il blog ufficiale, è stato da poco comunicato il prossimo rilascio di nuove API per la geolocalizzazione su Twitter, che consentiranno al servizio di integrare i dati geografici (latitudine e longitudine) all’interno di ogni singolo tweet, sempre che l’utente decida di attivare l’opzione.
Geolocalizzazione ora
Molte persone si chiederanno quali sono esattamente le differenze con quanto disponibile ora, visto che già oggi possiamo interagire a livello geografico attraverso delle applicazioni che sfruttano il GPS o la triangolazione via Wi-Fi per inviare messaggi geolocalizzati.
Prendiamo ad esempio TwitterFon per iPhone. Con il programma disponibile sull’App Store possiamo aggiornare il nostro profilo geografico oppure inviare direttamente la nostra posizione sottoforma di tweet, che redirigerà gli altri nostri lettori su Google Maps alle coordinate corrette.

Possiamo anche effettuare una ricerca cliccando sul tasto apposito, e ci verranno restituiti tutti i tweet inviati dagli utenti più vicini alla nostra posizione. E’ già quindi possibile per noi individuare subito i cinguettii prossimi alla nostra postazione.

TwitterFon non è la sola applicazione che offre questo tipo di funzionalità; molti programmi disponibili su dispositivi mobili, in virtù della presenza del GPS, sono capaci di sfruttare i dati geografici come abbiamo appena illustrato.
Il nuovo Twitter geolocalizzato
Quali saranno perciò le differenze con le nuove API? Innanzitutto ogni singolo tweet sarà accompagnato agli appropriati dati geografici; oggi è necessario aggiornare il tutto manualmente; nel futuro l’implementazione del luogo – se attiva - sarà automatica. In parole povere, il dato geografico sarà incluso nel tweet stesso, non sarà una sorta di semplice etichetta proveniente dall’applicazione che stiamo utilizzando.
Inoltre le API saranno subito disponibili per gli sviluppatori che vorranno integrare il servzio nelle loro applicazioni, ma saranno poi utilizzate anche online. Signica che i tweet avranno un valore geografico anche se inviati online da un semplice browser.
Tutto ciò consentirà di sfruttare meglio molte idee e iniziative legate alle informazioni geografiche, come osservare i tweet lasciati in una specifico luogo, ad esempio i tweet su un ristorante, sottoforma di recensioni; oppure, nel caso di eventi importanti, seguirne lo spostamento o lo sviluppo geografico su Twitter. Pensiamo ad esmepio alla recente diffusione dell’influenza suina, che sarebbe stata “tracciabile” con i tweet. E così via.
La geolocalizzazione via Twitter è dunque solo una mezza novità, ma grazie alla nuova piattaforma di sviluppo il servizio sarà molto più potente e completo di quanto lo sia ora.
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